“Nella stessa misura in cui sarai utile sarai felice”
Karl Reiland
Nella nostra vita, essere grati, è forse una delle cose che più diamo per scontato: percepiamo il mondo che ci circonda come un contesto dovuto, essenzialmente indispensabile al nostro sviluppo.
Indispensabile. Come il cibo, il carburante del nostro corpo e la nostra fonte di vita, eppure una persona su otto nel mondo ancora oggi va a dormire la sera senza aver potuto consumare un pasto. Secondo la FAO sono ottocentosettanta milioni le persone al mondo che non possono permettersi un pasto quotidiano. Dovremmo essere grati per il cibo che ogni giorno consumiamo, eppure quante volte ci siamo fermati a ringraziare per questo?
Ognuno di noi ha molto per cui essere grato: se stai leggendo questo articolo dovresti ringraziare per il tempo che hai a disposizione per farlo. Il tempo è il dono più prezioso che riceviamo, un altro motivo per cui essere grati. Quante volte hai ringraziato per il tempo?

Ringraziare è uno stato d’animo, un processo che ci porta a spostare il nostro focus da ciò che ci manca a ciò che abbiamo a disposizione. Viviamo nel’era della scarsità, e non perché non abbiamo abbastanza, ma perché abbiamo troppo, vogliamo troppo, sempre focalizzati su ciò che ci manca, su ciò che vorremmo avere e non possiamo avere, rincorriamo la felicità che riconosciamo nel valore di qualcosa che dovremmo raggiungere, e in questa corsa disperata ci sentiamo costantemente insoddisfatti perché raggiunto un obbiettivo ne seguirà un altro e poi un altro ancora. Una frenetica corsa per il soddisfacimento di una mancanza, il riempimento di un vuoto, il raggiungimento di un traguardo.
Ma come possiamo raggiungere il successo con la gratitudine?
“I FONDAMENTALI SONO FONDAMENTALI”
Se avete letto il mio e-book sapete come la penso in merito e questo concetto ve l’ho già spiegato. E’ importante partire da solide basi per innalzarsi, e la gratitudine è un’attività fondamentale per la nostra crescita, per il nostro successo e anche per la nostra salute.
“Sì, hai capito bene! Essere grati è salutare”
Recenti studi scientifici hanno dimostrato che le emozioni positive che dimostriamo praticando la gratitudine innestano nel nostro corpo, oltre che cambiamenti psicologici essenziali al nostro benessere, effetti fisiologici importanti, tra cui abbassare i livelli di stress, rinforzare le difese immunitarie e producono ormoni utili come il DHEA, l’ormone anti invecchiamento.
“Se la gratitudine fosse un farmaco sarebbe il prodotto più venduto al mondo per la salute”
P. Murali Doraiswamy, capo della Biologic Psychology presso la Duke University Medical Center
Essere grati è un’abitudine utile e salutare per noi stessi, per la nostra felicità, ma è una potente forma di aiuto anche per il mondo che ci circonda: gratitudine significa “attirare grazia su di sé”, quindi attirare nelle nostre vite maggiore ricchezza materiale, intellettuale e spirituale. Non c’è modo migliore al mondo di dimostrare gratitudine se non quella di amare, essere d’aiuto, in qualsiasi modo, in qualunque contesto ci sarà possibile. Essere di utilità al mondo e alle persone che fanno parte della nostra vita è il miglior modo per esprimere gratitudine.
“Love All, Serve All. Help Ever, Hurt Never.”
Sri Sathya Sai Baba
A questo punto possiamo dire che il concetto di gratitudine e quello di utilità verso il prossimo sono interdipendenti, legati da un filo sottilissimo ma indissolubile.
“Ok Fede, tutto chiaro: ma come mi porterà al successo essere grato ed essere utile?”
Una domanda legittima a questo punto, ma prima di arrivare al dunque avevo bisogno di partire dai “fondamentali”, e ora che hai chiara l’importanza del praticare la gratitudine quotidiana e di come la massima espressione di gratitudine si traduca nel aiuto che possiamo donare e nel modo in cui possiamo renderci utili alle persone della nostra vita, possiamo analizzare come queste pratiche potranno portarci al successo nella nostra vita lavorativa.
“Quando lavoriamo in armonia, ce n’è di più per tutti”
Robin Sharma
Spesso nel mondo degli affari si tende a partire da un’impostazione mentale basata sulla paura e sulla competizione, ma possiamo decidere di essere leader di noi stessi e porre i nostri presupposti in una prospetti diversa, distaccandoci dalla massa.
Adam Grant è uno psicologo del lavoro e autore del libro “più dai, più hai“, nel suo discorso tenuto al TED Talks spiega che dopo aver analizzato centinaia di organizzazioni e intervistato 30.000 persone in aziende di tutto il modo ciò che è emerso è che in ambito lavorativo possiamo distinguere 3 figure principali:
TAKER (EGOISTA)
Rappresentano il 19% dei lavoratori e la domanda che più si pongono è “Cosa puoi fare tu per me?”. Li conosciamo tutti, sono quelle figure che di solito tendono a “salire” rapidamente e spesso a discapito di altri, ma senza ottenere un risultato reale e duraturo nel tempo.
GIVER (GENEROSI)
Solitamente si chiedono “Cosa posso fare io per te?“, e corrispondono al 25% delle persone che antepone l’aiuto che può dare agli altri rispetto all’utilità che lui per primo riesce a trarne.
MATCHER (MEDIATORI)
Qui si colloca la maggioranza delle persone, infatti rappresentano il 56% degli intervistati. Sono quelli che ragionano con la mentalità per “Qui pro quo”, ovvero ti do in base a ciò che tu mi dai.
Ebbene Grant non si è fermato qui, ha cercato di analizzare quali tra queste figure ottenessero una miglior performance lavorativa. Il risultati dicono che sia la figura del mediatore ad ottenere un miglior risultato, mentre i generosi sono spesso quelli con le performance peggiori.
Sì, hai capito bene.
“Fede sono ufficialmente un lettore confuso, ora spiegami perché dovrei essere generoso , grato e di utilità se poi la mia performance ne risentirebbe?”
Hai ragione, ma dammi un attimo per proseguire.
Grant ha analizzato che i generosi si collocano agli estremi, peggiori performance ma i migliori in termini di profitti aziendali, soddisfazione dei clienti, permanenza del personale, favoriscono ad abbassare i costi di gestione e sono anche quelli che guadagnano di più. Tutto dipende in che misura il contesto che li circonda gli permetta di esprimere la loro generosità.
Grant prosegue il suo discorso analizzando come fare a concorrere alla costruzione di una mondo in cui i generosi sono inseriti in un contesto in cui riescono a dare il loro meglio, per la creazione di un ecosistema aziendale migliore.
“Che ciascuno spazzi davanti alla propria porta e il mondo intero sarà pulito”
Madre Teresa
Le nostre azioni hanno una maggiore forza quando sono condivise, la forza della condivisione può davvero cambiare il mondo, anche se ci sembra troppo irrealistico pensare che ognuno di noi possa realmente cambiare il contesto che ci circonda, è semplicemente così, si può fare!
Essere generosi, lavorativamente parlando, migliorerà la vostra azienda, la vostra carriera e anche la vostra vita!
Grant ha potuto riscontrare che, se le persone generose vengono inserite in un contesto in cui possono praticare la loro generosità senza che qualcuno si approfitti di loro (i taker) potranno portare enormi vantaggi in termini di profitto e di armonia lavorativa, infatti se estirpiamo dal gruppo gli egoisti, i mediatori, che come abbiamo evidenziato prima rappresentano la maggior parte dei lavoratori, si sentiranno stimolati a essere utili in ugual misura dei generosi, assumendo loro stessi quella capacità di servire incondizionatamente.
Ed ecco che con un piccolo sforzo, individuando la componente egoistica inserita nel ecosistema aziendale avremo un 81% di persone pronte a dare il massimo, a lavorare con generosità e utilità.
Vorrei concludere con un messaggio a tutti voi.
Se sei “generoso”, non scoraggiarti, non fermarti, sei sulla strada giusta per ottenere il successo che meriti!
Se sei un “mediatore”, segui il tuo cuore, fai ciò che è meglio per te e per il tuo successo, il miglior modo per essere grati ed esprimere la nostra utilità sta nel non aspettarci nulla in cambio, ma ricorda: la vita ci ripaga sempre e ci restituisce ciò che seminiamo, quindi semina bene!
Se sei un “egoista”, cerca di tenere sempre a mente che “Nella stessa misura in cui sarai utile sarai felice!”

Un grande abbraccio
Fede
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Fonti immagini: unsplash.com