Questo sarà il mio primo e unico, ed ultimo articolo del 2016. Si, primo, unico e ultimo, perché oggi è il 31 Dicembre, e domani, sarà già l’anno prossimo. Quindi dobbiamo tirare le somme giusto? In questa giornata siamo moralmente motivati a concentrarci su quanto abbiamo fatto in questo ultimo anno. Oggi è necessario capire cosa abbiamo concluso e cosa no, cosa ci stimola e ci porta soddisfazione e cosa no. Quali sono i pensieri felici, e quali no. Sicuramente la maggior parte di noi si concentrerà su ciò che è andato storto. I chili che non abbiamo perso, gli esami che non abbiamo dato, la promozione che non abbiamo raggiunto, e allora partiranno i soliti “buoni” propositi per un anno migliore, per un me stesso migliore e ci prometteremo che per il nuovo anno saremo diversi. Siamo così demotivati da tutto ciò che ci ha deluso di noi stessi che nemmeno ci rendiamo conto che è impossibile ottenere un risultato vincente partendo dalla nostra sofferenza. Proiettiamo sul futuro la speranza di ciò che vorremmo essere e ci aggrappiamo all’idea che dalla nostra delusione potremmo trovare la forza in futuro di raggiungere i nostri obiettivi.
SBAGLIATO!!!!
Rifletteteci e mi darete ragione. Questo atteggiamento non vi ha aiutato fino ad ora, e nel 2017 le cose non saranno diverse. Credo che, cosa peggiore di vivere nel passato, sia vivere nel futuro. Ci avete mai pensato a quanto sia facile? Idealizziamo il “noi” che vorremmo diventare e traiamo gioia da questa idealizzazione che altro non è che un inganno. E’ una scorciatoia, la via più facile, la galleria che passa nella montagna e ci impedisce di godere del panorama, anche se pensiamo ci aiuterà ad arrivare prima dall’altra parte. Il nostro cervello è portato all’ottimizzazione e se non impariamo ad indirizzarlo cercherà sempre di mostrarci la soluzione che crede migliore, la più ovvia, la più facile, ma non per questo quella giusta per noi.
Ciò che fa la differenza è capire che la gioia deriva dai risultati, che sono quelli che otteniamo nel momento in cui decidiamo di “fare”, non “cosa fare”, che è diverso. Quindi non importa se oggi è il 31 Dicembre o il 15 di Agosto, non è necessario terminare un anno, un mese o una settimana per decidere di cambiare ciò che non ci rende felici, perché probabilmente oggi, è già il domani alla quale avete rimandato il vostro ieri. Quindi liberiamoci della peggior piaga presente su questa terra, il procrastinare. Usciamo da quella zona comfort che abbiamo creato ad hoc per tenere a bada il nostro senso di colpa verso tutto ciò che di incompiuto permane nelle nostre vite, smettiamola di vivere nel futuro cercando rifugio nel “noi” che vorremmo essere e iniziamo a diventarlo davvero.
COME FARE?
Non c’è bisogno che ve lo dica io, avrete sicuramente sperimentato a vostre spese che cambiare davvero è difficile. Ma cos’è il CAMBIAMENTO? Ci avete mai riflettuto? OK, sicuramente lo avrete desiderato milioni di volte, in riferimento a voi stessi o ad una situazione, ma vi siete mai fermati a riflettere?Il cambiamento, cos’è? Perché in un modo o in un altro, in una situazione o in un’altra, tutti ci troviamo ad averne bisogno?
Perché il cambiamento è in noi. L’essere umano non ha fatto altro che cambiare, evolversi e migliorare. Talvolta siamo condizionati da fattori esterni che ci portano a rimanere immobili. La società ci preferisce così, immobili siamo più facili da gestire. Ma l’evoluzione è qualcosa che è dentro di noi, la natura dell’uomo sta nell’evolversi, nel migliorare, e per quanto possa fare paura, per quanto il cambiamento a volte sia destabilizzante, senza cambiamento quasi mai si raggiungono quei momenti che siamo soliti chiamare “felici”.
Allora non dobbiamo decidere di cambiare, dobbiamo solo ascoltarci e avere fiducia. Quasi sempre i nostri fallimenti derivano da problemi di fiducia, prima di tutto quella in noi stessi. E quindi non partiamo dai nostri fallimenti, non tiriamo le somme di ciò che non abbiamo concluso, voltiamoci e guardiamo i nostri traguardi, tutti ne hanno, piccoli o grandi che siano. Osserviamo cosa abbiamo raggiunto, cosa abbiamo concluso, e pensiamo a come l’abbiamo fatto, a quanto siamo stati bravi, a quanto siamo stati perseveranti, a come ce l’abbiamo fatta, e ritroviamo la fiducia. La fiducia è alla base del cambiamento. Iniziate ad avere fiducia. Fiducia nella vita, che vi aiuterà sempre, e fiducia in voi stessi, che potete aiutarvi più di quanto possiate immaginare.
L’armonia della vita è nascosta nella consapevolezza di poter essere tutto ciò che desiderate essere, quindi non aspettate, non ci sono somme da tirare o nuovi inizi da aspettare, siete solo voi e ciò che decidete di essere adesso, che sarà ciò che ammirerete in futuro.
Lo so mi sono dilungata. Io come al solito ho sempre tanto da dire! Vi lascio con una citazione di Margaret Thatcher, una donna straordinaria nella sua fragilità, e vi auguro che questo nuovo anno vi porti tanta FIDUCIA!
A presto,
F.A.
“Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni perché diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Quello che pensiamo, diventiamo.”