Il tema della crescita personale sta trovando sempre più spazio nella vita di moltissime persone, lo stile di vita rispetto ad anni fa è ormai radicalmente cambiato, e anche se tutti corrono o almeno così vogliono far credere, c’è da fare una considerazione importante: abbiamo moltissimo tempo a disposizione per pensare ai fatti nostri!
Già solo rispetto a 70 anni fa abbiamo ogni tipo di aggeggio tecnologico in grado di fare il lavoro al posto nostro, praticamente in qualsiasi campo, lasciandoci liberi di gestire il nostro tempo come meglio crediamo.
Credo che la maggior parte delle persone non abbia ancora imparato a gestire tutta questa libertà: da qui scaturiscono paure, sconforto e frustrazione. Questo perché è facile pensare di campare in aria mille progetti, ma poi realizzarli è qualcosa di ben diverso, e spesso non possediamo sufficiente self-control per riuscire a portare a termine i castelli che ci costruiamo mentalmente, e che purtroppo rimangono sempre e solo qualcosa di “campato in aria”.
Alla luce di moltissime nuove aspettative, quasi sempre disilluse, c’è sempre più voglia di mettersi in gioco, di migliorare se stessi, di riuscire al meglio in ciò che facciamo nelle nostre vite.
In parole povere, abbiamo alzato l’asticella!
Positivo o negativo?
Un filo sottile divide l’aspetto positivo e negativo di un vita fatta di ambizioni e obbiettivi che spesso sono difficili da raggiungere, la cui mancata realizzazione ci porta a stare peggio del non aver desiderato nulla.
A tal proposito nel 2008 nasce Efficacemente, ad oggi il blog di crescita personale più seguito in Italia, con 6 milioni di lettori. Il suo creatore, il giovane marchigiano Andrea Giuliodori, oggi può godere i milionari frutti del suo lavoro nella sua bella casa di Londra. E’ proprio qui che l’ho incontrato per una lunga chiacchierata in cui ho avuto innanzitutto il piacere di conoscerlo (dopo mesi di fedelissima followership) e di scoprire qualcosa in più su di lui.
Prima di raccontarvi del nostro incontro credo sia giusto sottolineare da subito che nonostante il grande successo che Andrea ha raggiunto con il suo blog oggi, diventando il punto di riferimento di tantissimi appassionati ma non solo, ha iniziato come chiunque altro: dopo qualche mese dalla creazione di Efficacemente contava solo poche decine di lettori (tra cui parenti e amici). Ci ha messo 4 anni per vendere il suo primo infoprodotto e 7 per decidere di lasciare la sua carriera da ingegnere e dedicarsi a tempo pieno a ciò che davvero lo appassionava, creando un vero e proprio business.
Quindi ora vi dirò ciò che Andrea disse a me quando gli raccontai di aver appena creato un blog: “Se sei agli inizi keep fighting!”
Questo vale per qualsiasi cosa, per qualsiasi inizio. Iniziare è quasi sempre la parte più difficile, in tutte le cose, ma come dice Andrea, basta educarsi, e anche se l’inizio sarà difficile e faremo fatica, poi quella fatica si trasformerà in abitudine.
Ora vi racconterò del nostro incontro.
Eccoci qua! Io e Andre 🙂
E’ un martedì pomeriggio e ci incontriamo in una tavola calda, quando arriva io sono già dentro, seduta ad aspettarlo, e lo vedo dalla vetrata.
Non ha l’aria di un milionario: scarpe da running nike giallo fluo, jeans e maglione, niente di più. “Che bello conoscerlo finalmente!”
Ordiniamo due succhi d’arancia e io un toast con avocado dato che devo ancora pranzare.
Andrea è una persona semplice, alla mano, lo siamo entrambi, quindi niente imbarazzo per la conoscenza appena fatta e si inizia subito a parlare. E’ un tipo simpatico, proprio come nei sui articoli gli piace ironizzare. La sua concretezza traspare subito come uno si aspetterebbe. Capisco che è una persona vera, che per quanto il blog rappresenti un business per lui, la passione che ci mette è reale e va oltre al guadagno.
“Domanda scontata: Come nasce la passione per la crescita personale? Ci sono state delle esperienze nella tua vita che ti hanno portato su questa strada?”
In realtà no, semplicemente a 18 anni al termine di uno stage mi è stato regalato un libro di crescita personale “Come trattare con gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie. Da li mi sono appassionato, ma non avrei mai pensato potesse diventare un lavoro, infatti subito dopo mi iscrissi ad ingegneria: avevo in mente di fare un certo tipo di carriera, che in effetti poi sono riuscito a raggiungere, non avevo nemmeno 30 anni ed ero manager.
“Cosa non amavi della tua vita, a tal punto da decidere di interrompere un percorso che ti eri guadagnato con anni di studio e di lavoro?”
In realtà il mio lavoro mi piaceva, avevo una buona posizione e uno stipendio soddisfacente, era il contesto che cominciava a starmi stretto: lavoravo spesso fino a tardi per presentare dei progetti che servivano solo come facciata ma non venivano mai concretizzati, mi sentivo come se il mio lavoro non avesse impatto. Inoltre non sopportavo più di essere costretto a sottostare a persone che ne sapevano meno di me, oppure essere premiato in ugual modo di chi si era impegnato la metà. Con il tempo ho capito che lavorare come dipendente non mi dava soddisfazione e quando il fatturato del blog ha iniziato ad equipararsi al mio stipendio, ho preso la decisione di lasciare e lavorare solo per me stesso. Sono stato prudente, ho aspettato fino a l’ultimo prima di lasciare il mio lavoro.
“Sei sempre prudente? Non ti è mai capitato di gettarti nel vuoto senza avere una garanzia di successo?”
Si sono sempre prudente in genere. Non mi lancerei mai su una cosa senza avere una garanzia, senza aver prima testato, senza aver avuto un riscontro positivo. Lo troverei uno spreco.
Per me la vita è come un grande test, quando devo intraprendere una strada, prima di investirci energie, tempo e soldi, faccio dei tentativi, dei test, per capire qual è la soluzione migliore. Solo quando l’ho individuata mi ci butto, ma perché so che funziona.
“E come reagisci agli sbagli?”
Io non so quale sia la soluzione corretta a priori. E’ capitato anche a me di fare moltissimi errori, anche sul blog ne ho fatti molti, lato marketing e non, ma io sperimento continuamente, e quando trovo qualcosa che funziona ci investo il doppio. Non ho pregiudizi su cosa funziona e cosa no, non penso di avere la verità in mano, semplicemente continuo a sperimentare e quando scopro che qualcosa non funziona, quando sbaglio, non mi abbatto, anzi, so di aver acquisito un’informazione importantissima in quel momento, so che quella determinata azione o strategia non funziona, quindi posso eliminarla. Sbagliare mi porta ad essere un passo più vicino alla soluzione.
“La tua concretezza e il tuo pragmatismo si ritrovano perfettamente nei tuoi articoli. Non hai mai pensato di valorizzarli con una maggiore carica emotiva? Insomma, potresti essere un po’ più romantico e coinvolgere un maggior numero di lettori.”
Ci ho pensato a volte ma io non sono così e con EfficaceMente ho fatto una scelta, lo stile del blog è questo, molto concreto e pratico. Sono consapevole che questo approccio mi porta a perdere un determinato pubblico alla quale non riesco a far venire gli occhi a cuoricino. Spesso mi trovo a leggere articoli molto coinvolgenti dalla quale traspare una forte carica emotiva, ma è anche vero che alla fine di molti di questi articoli mi ritrovo a pensare: “Beh ma quindi? Cosa mi ha detto? Cosa so in più ora? Nù cazz”. Ecco, questo è quello che voglio evitare, io voglio essere sicuro che alla fine di ogni mio articolo il lettore abbia acquisito informazioni da poter mettere in pratica.
“Ti capita mai di sentirti in contraddizione con le strategie che proponi? Quando per esempio tu per primo non riesci a trarne vantaggio?”
Io non vedo una contraddizione in questo. Ci sono strategie che funzionano in determinati periodi della tua vita, in determinate condizioni ambientali e contesti, mentre in altri no. Io vedo queste strategie come degli strumenti, non come un credo assoluto, e in quanto tale uno strumento può funzionare in un momento e smettere di funzionare in un altro. Lo strumento può essere cambiato, affinato, rimodellato o riprogettato per essere utilizzato meglio. Io non ho risposte definitive, se qualcosa non funziona nella mia vita agisco come ho sempre fatto: cerco di capire cosa non va e trovo una soluzione.
“Mi sembri una persona emotivamente molto stabile Andre. Riesci ad adottare questo approccio così pratico anche davanti ad un momento di difficoltà emotiva? Magari legato a un’analisi introspettiva?”
Vedo la vita in maniera molto oggettiva, anche davanti al problema emotivo tu puoi fare delle azioni concrete per trovare una soluzione. Non sono un robot, ho anche io dei momenti di invidia, momenti in cui mi sento un mezzo fallito, momenti in cui ho la sindrome dell’impostore, “ce li ho porca troia!”, ma in quei momenti io sono ancora più carico, non mi struggo e non piango su me stesso, trovo un modo per canalizzare i sentimenti negativi in un’azione concreta e vado avanti fino a che non trovo la soluzione. C’è sempre una soluzione. Rimango sull’obbiettivo fino a che non lo raggiungo. Il problema della maggior parte delle persone è che continua ad utilizzare la stessa strategia fallimentare per obbiettivi diversi, io cambio le strategie rimanendo focalizzato sempre sullo stesso obbiettivo fino a che non arrivo alla soluzione.
“Tu sei felice Andre?”
Si!
Ho dei momenti di in cui non sono felice, si.
“Se una persona è sempre felice probabilmente è in coma e non se ne è accorto.”
Saggezza, determinazione e concretezza. Se mi chiedessero di descrivere Andrea probabilmente utilizzerei questi aggettivi.
Vorrei concludere questo articolo soffermandomi su un concetto molto interessante affrontato con Andre, proprio mentre gli chiedevo quale fosse il suo rapporto con la spiritualità: una piccola chicca che potrà, forse, cambiarti la vita.
Tutti i lettori di efficacemente sapranno sicuramente che la meditazione è un argomento spesso trattato nel blog di Andrea. Questa è infatti una pratica da lui svolta costantemente anche se non per motivi spirituali, come molti avranno pensato. Andrea fa meditazione per “ascoltare la sua essenza” e non farsi “fregare” dalla vocina che abbiamo nella testa.
Mi spiego meglio:
I pensieri che continuamente ci ronzano in testa non sono altro che un fisiologico prodotto del nostro corpo. Un po’ come i succhi gastrici prodotti dallo stomaco in fase di digestione, il cervello produce impulsi che si tramutano in pensieri, tanto per farvela breve.
Il cervello ha il compito di tenerci al sicuro e assicurarsi che lo stomaco sia sempre pieno. Ci è stato enormemente utile in passato, ma con gli anni e l’evoluzione della specie, ha iniziato a prendere sempre più il sopravvento: una sorta di dittatura evoluzionistica.
Quante volte vi è capitato di sentirvi in contraddizione, di non sapere cosa fare o come agire?
Ecco è colpa dei vostri pensieri. Il vostro cervello produrrà sempre pensieri atti alla “conservazione”, cercherà sempre la strada più facile e più sicura, meno faticosa. Ecco perché spesso non riusciamo a cimentarci come vorremmo in determinate esperienze o fare determinate azioni ci costa tantissima fatica e forza di volontà.
Il segreto è capire quando smettere di ascoltare i nostri pensieri e iniziare ad ascoltare noi stessi, la nostra vera essenza, ciò che vogliamo davvero.
Facile? Sicuramente no.
Per fortuna ci sono persone come Andre che grazie alle loro passioni mettono a disposizione di tutti “strategie” e “strumenti” che possono aiutarci in questo oneroso compito!
A volte funzioneranno, altre no, ma non importa, come dice Andre:
“Ogni volta che una mia strategia fallisce so di essere sempre un passo più vicino alla soluzione!”
Complimenti Federica!
Conosco Andrea personalmente e posso dirti che la tua intervista ha fatto emergere perfettamente chi è davvero Andrea Giuliodori 🙂
Federica Allegro
Grazie mille Luca! Il mio intento era quello, e il tuo feedback mi da grande soddisfazione dato che lo conosci e trovi riscontro nel mio articolo! Sono felice che ti sia piaciuto 🙂
Federica Allegro
Grazie mille Luca! Il mio intento era quello, e il tuo feedback mi da grande soddisfazione dato che lo conosci e trovi riscontro nel mio articolo! Sono felice che ti sia piaciuto ?
Federico Borsari
Complimenti per l’intervista Federica! Mi ritrovo molto con le strategie di andrea, soprattutto con il suo modo di affrontare gli errori commessi… sono ufficialmente un tuo follower bel lavoro(anche perché trasuda chiaramente passione)!
Federica Allegro
Grazie mille Federico!
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